Giallo su Inghilterra-Norvegia, scoppia il caso spider-cam
È uno degli episodi più discussi del Mondiale 2026. Durante il quarto di finale tra Inghilterra e Norvegia, il gol del momentaneo pareggio firmato da Jude Bellingham è finito al centro di una forte polemica per un presunto contatto del pallone con la spider-cam sospesa sopra il terreno di gioco.
L’azione nasce da un lungo rinvio del portiere norvegese Ørjan Nyland. Secondo quanto mostrano diversi replay televisivi, il pallone sembrerebbe sfiorare uno dei cavi della telecamera aerea, cambiando leggermente traiettoria e finendo sui piedi di Anthony Gordon. L’esterno inglese riparte immediatamente e, appena otto secondi dopo, serve l’azione che porta Jude Bellingham al gol dell’1-1.
L’episodio ha scatenato la protesta della Norvegia, con il commissario tecnico Ståle Solbakken che ha contestato apertamente la decisione dell’arbitro di convalidare la rete. Secondo il tecnico, il pallone ha chiaramente colpito il cavo della spider-cam e il gioco avrebbe dovuto essere interrotto.
Il motivo della protesta è legato al regolamento FIFA. Se il pallone entra in contatto con un agente esterno, come un cavo della spider-cam, l’arbitro deve fermare immediatamente il gioco e far riprendere la gara con una rimessa dell’arbitro (drop ball). In questo caso, l’azione che ha portato al gol non sarebbe mai dovuta proseguire.
Caso Spider-cam, la risposta della FIFA
La FIFA, tuttavia, ha fornito una versione differente. Attraverso i dati del sistema Connected Ball, il sensore elettronico presente all’interno del pallone, è stato comunicato che non è stato rilevato alcun contatto con il cavo. Per questo motivo il VAR non è intervenuto e il direttore di gara ha confermato regolarmente la rete dell’Inghilterra.
La vicenda resta comunque destinata a far discutere. Da una parte ci sono le immagini televisive, che per molti sembrano mostrare una leggera deviazione della traiettoria del pallone; dall’altra i dati tecnologici forniti dalla FIFA, che escludono qualsiasi impatto.
Un episodio destinato ad alimentare il dibattito sull’affidabilità della tecnologia e sull’utilizzo delle immagini televisive nelle decisioni arbitrali, in un Mondiale 2026 che continua a regalare spettacolo, ma anche numerose polemiche.
