Frosinone, l’80% del club passa al fondo USA Clara Vista
Il Frosinone cambia proprietà. Il fondo statunitense Clara Vista, con sede a New York, ha acquisito l’80% delle quote del club ciociaro per una cifra di 41,5 milioni di euro, segnando un nuovo ingresso americano nel calcio italiano. Maurizio Stirpe manterrà la presidenza per i prossimi due anni e conserverà il 20% delle quote, garantendo continuità nella gestione della società.
Clara Vista investe nel calcio italiano
L’operazione rappresenta il primo investimento di Clara Vista nel calcio italiano dopo l’ingresso nel calcio inglese attraverso il controllo dell’Ipswich Town, promosso in Premier League.
Oltre alla partecipazione nel club, il fondo acquisirà anche il 51% della società che gestisce le infrastrutture del Frosinone, compreso lo Stadio Benito Stirpe, confermando un progetto che guarda non solo all’aspetto sportivo ma anche allo sviluppo patrimoniale della società.
L’investimento rientra in una strategia più ampia che, secondo quanto emerso, potrebbe portare il fondo a valutare anche l’acquisizione di un club della Liga spagnola.
Stirpe resta al comando nella fase di transizione
Nonostante il passaggio della maggioranza azionaria, Maurizio Stirpe continuerà a guidare il Frosinone nel ruolo di presidente almeno per i prossimi due anni.
Alla guida del club dal 2003, Stirpe è stato il principale artefice della crescita della società, accompagnandola dalle categorie inferiori fino alle numerose partecipazioni in Serie A e allo sviluppo di strutture moderne come il Benito Stirpe.
La sua permanenza rappresenta una garanzia di continuità durante la fase di transizione verso la nuova proprietà.
Cresce la presenza americana in Serie A
Con l’ingresso di Clara Vista, aumenta ulteriormente il numero dei club italiani controllati da investitori statunitensi.
Nella Serie A 2026-27, saranno infatti nove le venti società con una proprietà a maggioranza americana, confermando una tendenza ormai consolidata nel calcio italiano.
Negli ultimi anni anche club di primo piano come Inter, Milan e Roma sono passati sotto il controllo di fondi o imprenditori statunitensi, attratti dalle valutazioni ancora inferiori rispetto a quelle richieste nel calcio inglese e, in molti casi, anche spagnolo.
